Ora è davvero finita: l'avventura della Marussia in F1 è ufficialmente giunta al capolinea con il licenziamento dei 200 dipendenti. Gli amministratori di FRP Advisory LLP hanno tentato di salvare il salvabile con una disperata ricerca di finanziatori disposti ad acquisire il team e procedere ad un piano di risanamento, ma i termini sono scaduti e l'unica soluzione possibile è stata quella di procedere al licenziamento.
Nei giorni scorsi si era ventilata la possibilità di un ritorno per l'ultima gara ad Abu Dhabi, con l'intento di ottenere i bonus FOM con cui contribuire al finanziamento della prossima stagione, ma la situazione era parsa disperata fin dall'inizio: utopistico pensare di poter fare in tre settimane, ciò che non era riuscito nei tre anni precedenti, vale a dire trovare fondi per sopravvivere dignitosamente.
La realtà è che per l'ennesima volta nella sua storia la F1 ha finito per distruggere sé stessa imponendo una rivoluzione regolamentare che ha finito per stritolare i due piccoli team, con buona pace del budget cap imposto da Max Mosley nel 2010.
La Fia ha comunque provveduto a compilare un'entry list provvisoria per il 2015 nella quale figurano anche in nomi di Catheram e Manor F1 Team, vale a dire la struttura che fa capo a John Booth e che ha supportato tecnicamente la Marussia, ma potrebbe trattarsi di uno specchietto per le allodole.
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