Ci troviamo al Balocco Proving Ground, nel cuore del centro
prove del Gruppo Fiat e stiamo salendo per la prima volta sulla Alfa Romeo 4C. L'impatto
è forte, salgo affianco al collaudatore che inizia subito con un giro a bomba
nel misto Alfa. Lungo il rettilineo che segue il curvone sopraelevato arriviamo
quasi a 240 km/h e lui tira una staccata assurda. Fa un giro pulito e poi uno
sporco, mettendo la 4C di traverso a ogni ingresso curva. Intuisco una
progressività esemplare e un comportamento sincero. Anche in una curva dove
pensavo ci stessimo per girare, con un controsterzo quasi a battuta dall'altra
parte, la berlinetta Alfa si è rimessa dritta in un attimo.
La cosa che caratterizza di più l'auto è la monoscocca.
Leggera, ma soprattutto rigida come non mai, ha consentito una taratura delle
sospensioni tutto sommato morbida. Puoi passare sui dossi rallentatori anche in
seconda senza troppi riguardi, non senti colpi secchi non senti strepiti. Li digerisce senza
scomporsi e assorbe con grande naturalezza. Allo stesso tempo il rollio è molto
contenuto, così come il beccheggio. L'auto si corica in curva quel tanto che
basta per farti capire che cosa sta succedendo sotto di te. E te lo sa spiegare
benissimo, attraverso le vibrazioni sul sedile, sotto il sedere, te lo spiega
attraverso il volante, che è vivo e sensibile tra le mani e te lo spiega con il
pedale del freno, dalla corsa corta e abbastanza dura.
Tocca a me, parto in dynamic e cerco di prendere confidenza
con l'auto. Avverto subito la leggerezza e la comunicatività, sono bombardato
di informazioni e mi sento subito in sintonia con la 4C. Ci sono i cartelli con
i metri per le staccate e alcuni birilli messi all'esterno per ricordare le
traiettorie. Ci dò subito dentro e scopro un cambio marcia rapidissimo, uno
sterzo diretto ma non a livelli imbarazzanti e una frenata che definire potente
è un eufemismo. Mi devo riparametrare in fretta perché alle prime tre staccate
arrivo corto di almeno 40/50 metri. Seguo i consigli del collaudatore per le
traiettorie, le velocità aumentano e lo sterzo diventa più preciso.
Quando vai piano o brillante lo sterzo ha un punto centrale lievemente
morto, tanto per non tenerti sempre in apprensione, visto che tende a seguire
abbastanza la conformazione della strada. Ma più vai forte più lui diventa
affilato e il punto morto scompare. Dai 190 km/h in su, soprattutto in curva,
va tenuto ben saldo tra le mani e la 4C fila via su due binari. Secondo e
ultimo giro, chiedo il permesso e metto in race. Obiettivo: traversi! In
inserimento lascio perdere, troppa poca confidenza e troppo rischio, ma in
uscita, di seconda e di terza, pesto tutto e anticipo il riallineamento...la 4C
è contenta di partire via, il controsterzo è facile e istintivo.
L'autobloccante è solo simulato (q2 elettronico); il collaudatore mi ha detto
che con poco peso e tanta trazione non si sente la necessità del bloccaggio. In
effetti sono d'accordo con lui.
All'interno sembra di stare in gara, mai sentita altra auto di serie che sbuffa e strepita così tanto. Tutte le 4C in prova avevano lo scarico sportivo della linea accessori Alfa Romeo. Nelle 2 ore di guida nei dintorni di Balocco (100 km) ho sentito una gamma di suoni, sibili, fischi, sbuffi davvero fantastica. A 2.800 giri il suono entra in risonanza con la monoscocca e vibra tutto in maniera che più cupa non si può. L'erogazione del 4 cilindri 1750 turbo è quasi priva di turbo-lag. A 2.000 giri il motore è già presente, a 2.300 il turbo si risveglia, a 2.500 inizia a riempirsi i polmoni e a 3.000 sei proiettato verso l'orizzonte. A voler trovare una pecca, dai 5.500 giri in su ci potrebbe stare bene più cattiveria. Ma le prime tre marce vanno via talmente veloci che non te ne accorgi e se sei in quarta a 5.500, vuol dire che si già a 180 km/h.
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