RACINGWORLD.IT ha provato in pista la nuova SEAT Leon Sport Coupé, ecco come si è comportata.
"Starò forse arrivando troppo lungo?". E' la domanda che mi pongo mentre sto arrivando alla staccata più veloce del kartodromo. Ho appena lasciato la corsia dei box, non conosco la pista e l'istruttore-pilota al mio fianco predica prudenza. Ma purtroppo sono fatto così, quando il mio cervello percepisce quel bianco-rosso dei cordoli, subito una vena si chiude e il piede destro non ne vuole sapere di lasciare in pace l'acceleratore. Dopo la piccola "esse" vedo la curva che si avvicina, perbacco se è stretta... allora pesto forte sul pedale del freno, i dischi iniziano a mordere, il carico si trasferisce di colpo e la Seat Leon Sport Coupé inizia a saltellare al posteriore. Guardo l'istruttore con un sorrisetto soddisfatto e lui mi dice
"fa così perché le gomme posteriori sono ancora fredde, del resto siamo ad un terzo del primo giro, vedrai che dopo non lo fa più!".
Ed infatti al giro successivo la Leon SC è composta come una istitutrice svizzera. L'esemplare che stiamo guidando è una 2.0 TDI FR da 150 CV e 320 Nm di coppia, che spingono davvero forte. L'assetto non è particolarmente rigido e le gomme hanno una spalla /45 ancora "umana". Ma nonostante non sia una specialista dei track day, questa Seat Leon Sport Coupè si lascia strapazzare senza fare una piega. Il retrotreno segue fedelmente la traiettoria impostata dall'anteriore che, se si esagera in inserimento oppure in uscita di curva, anticipando troppo la riapertura del gas, allarga inevitabilmente la traiettoria. Qui, nel Circuito Internazionale di Sarno, 1.700 metri di curve da seconda e terza marcia, bisogna essere molto puliti per evitare il sottosterzo.
La Seat Leon Sport Coupé ha mostrato comunque un'ottima agilità, merito dell'accorciamento del passo di 3,5 cm rispetto alla cinque porte (miracoli del pianale MQB del Gruppo Volkswagen), dalla quale si discosta anche per la linea più filante, rimarcata dall'inclinazione del lunotto, aumentata di 18 gradi rispetto alla berlina. I più sportivi dovranno aspettare qualche mese, quando arriveranno due nuovi motori turbo benzina, il 1.8 TSI da 180 CV e il 2.0 TSI da 265 CV della versione Cupra, che si andranno ad aggiungere alla gamma attuale, composta dai benzina 1.2 e 1.4 TSI, nelle versioni da 86,105 e 122 CV e, dai turbodiesel TDI nelle versioni 1.6 e 2.0 con potenze comprese tra i 90 e i 184 CV.
Provate a farvi un'idea della sua sportività attraverso questo video:
Come recita il nuovo claim del marchio "enjoyneering", che sostituisce il precedente "auto emocion", Seat vuole fondere il meglio dell'anima spagnola e di quella tedesca. Sono passati 60 anni dal 1953, quando la prima Seat uscì dalla catena di montaggio dello stabilimento Zona Franca di Barcellona, grazie agli accordi con in Gruppo Fiat. Un legame durato fino al 1982, quando Seat passò al Gruppo Volkswagen. Nel 1984 nacque la prima Ibiza e nel 1986 iniziarono le esportazioni: il marchio Seat usciva per la prima volta dai confini spagnoli. Da quegli anni è passata tanta acqua sotto i ponti ed oggi Seat è un marchio che fa della sportività e del piacere di guida i suoi punti di forza.
Qui trovate il nuovo sito dedicato alla Seat Leon SC.
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