perle di saggezza
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Un giorno credi
Edoardo Bennato
Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero.
Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici,
come tre anni fa.
A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più.
Sei testardo, questo è sicuro,
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi.
Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e va incontro al tuo giorno
non tornare sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante.
Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.
Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.
lo so che è una canzone e non dovrebbe essere qui... ma io la trovo così saggia !!!!
Edoardo Bennato
Un giorno credi di essere giusto
e di essere un grande uomo
in un altro ti svegli e devi
cominciare da zero.
Situazioni che stancamente
si ripetono senza tempo
una musica per pochi amici,
come tre anni fa.
A questo punto non devi lasciare
qui la lotta è più dura ma tu
se le prendi di santa ragione
insisti di più.
Sei testardo, questo è sicuro,
quindi ti puoi salvare ancora
metti tutta la forza che hai
nei tuoi fragili nervi.
Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e va incontro al tuo giorno
non tornare sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante.
Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
raccontare a tutta la gente
del tuo falso incidente.
Mentre tu sei l'assurdo in persona
e ti vedi già vecchio e cadente
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del tuo falso incidente.
lo so che è una canzone e non dovrebbe essere qui... ma io la trovo così saggia !!!!

Tra tutte le piste della vita quella più importante è quella che conduce all'essere umano...
Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te...Se nasci cavolo non puoi morire zucca...www.cerchidonda.org
- Andrea_Schumi
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- Matteo Tex
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- Nome e cognome: Matteo Tedde
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da una delle tante mail che girano..
bimbi seduti nel sedile anteriore dell'auto possono causare incidenti
incidenti nei sedili posteriori dell'auto possono causare bimbi
se non puoi aiutare disturba.. l'importante è partecipare
le donne sono come le piscine: i costi di manutenzione sono troppo alti se paragonati al tempo che passiamo dentro ad esse
alcuni capi sono come le nuvole.. quando spariscono la giornata diventa meravigliosa
gli uomini mentirebbero molto meno se le donne non facessero tante domande
bimbi seduti nel sedile anteriore dell'auto possono causare incidenti
incidenti nei sedili posteriori dell'auto possono causare bimbi
se non puoi aiutare disturba.. l'importante è partecipare
le donne sono come le piscine: i costi di manutenzione sono troppo alti se paragonati al tempo che passiamo dentro ad esse
alcuni capi sono come le nuvole.. quando spariscono la giornata diventa meravigliosa
gli uomini mentirebbero molto meno se le donne non facessero tante domande

“corro veloce per la mia strada, anche se non è più la stessa strada”
"Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati, godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. Il Cuore, ha sempre Ragione."
L'hanno usata per una pubblicità, ma in verità è tratta da quella grandiosa opera che è l'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam
L'hanno usata per una pubblicità, ma in verità è tratta da quella grandiosa opera che è l'Elogio della Follia di Erasmo da Rotterdam
Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: <<Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa>>.
La vecchia sorrise: <<Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho Sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa>>.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.
Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.
Perciò, miei "difettosi" amici, buona giornata e ricordatevi di annusare i fiori dal vostro lato del sentiero...
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: <<Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa>>.
La vecchia sorrise: <<Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho Sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa>>.
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.
Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.
Perciò, miei "difettosi" amici, buona giornata e ricordatevi di annusare i fiori dal vostro lato del sentiero...

Tra tutte le piste della vita quella più importante è quella che conduce all'essere umano...
Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te...Se nasci cavolo non puoi morire zucca...www.cerchidonda.org
…GIOCANDO
Luca Carboni
Il loro primo sguardo stabilì che avrebbero giocato insieme,
il loro primo sguardo fu un incontro di forze che esigeva inevitabilmente una sfida.
Così, quasi ipnotizzati, si trovarono in un attimo al tavolo uno di fronte all’altro.
Quello sguardo aveva stabilito anche le regole del gioco che richiedeva concentrazione, intelligenza, psicologia, sensibilità, passionalità, fantasia, coraggio e chiaramente fortuna.
Cominciarono, e il gioco si rivelò subito eccitante, entusiasmante,
azzardavano piccole mosse, piccoli attacchi per studiare le reazioni dell’altro, per poi impostare una strategia più complessa.
Quasi subito successe qualcosa che ebbe poi una certa rilevanza:
lei venne chiamata al telefono, dovette così interrompere un attimo il gioco,
lui non vedendola tornare subito, cominciò a fare strani pensieri, ebbe paura che lei non avesse più voglia di giocare o, peggio, che si stesse mettendo d’accordo per giocare con qualcun altro.
Ma dopo un po’ lei tornò dicendo che sua madre l’aveva chiamata per ricordarle alcune cose e che, come al solito, aveva fatto fatica a contenerla, lui fece finta di crederle ma rimase col dubbio…
Lei si accorse di quello spiraglio di fragilità e sfruttò la cosa alzandosi ogni tanto per andare a telefonare.
Il gioco comunque continuò intenso, entrambi desideravano durasse più a lungo possibile perché si stavano divertendo e perché sarebbe stata più entusiasmante la vittoria.
Giocarono, giocarono, diventò quasi un vizio, una malattia, una necessità… e giocando finirono per perdere la cognizione del tempo.
Giocarono tanto, fino a quando un giorno successe una cosa incredibile: incrociando il loro sguardo, quasi non si riconobbero, non c’era più forza nei loro occhi come se fosse stata assorbita nel corso del gioco, o presa da qualche mano misteriosa…
Si accorsero di ESSERE GIA’ VECCHI.
Senza quella forza non aveva senso giocare, non poteva più esistere il meccanismo del gioco, quel nuovo sguardo li imbarazzò, si bloccarono un attimo, estranei, persi, poi di colpo capirono.
Provando un profondo senso di tenerezza capirono che giocando si erano dedicati la vita a vicenda.
Si trovarono di fronte alla prima vera intimità così profonda e sensuale da escludere tutto il resto, la passione, la conquista, la vittoria, la sconfitta, le paure, le certezze. Si abbracciarono coscienti di abbracciare tutta la loro vita insieme e risero trovandosi simpatici…
Non era più possibile vincere o perdere ma solo partecipare.
Luca Carboni
Il loro primo sguardo stabilì che avrebbero giocato insieme,
il loro primo sguardo fu un incontro di forze che esigeva inevitabilmente una sfida.
Così, quasi ipnotizzati, si trovarono in un attimo al tavolo uno di fronte all’altro.
Quello sguardo aveva stabilito anche le regole del gioco che richiedeva concentrazione, intelligenza, psicologia, sensibilità, passionalità, fantasia, coraggio e chiaramente fortuna.
Cominciarono, e il gioco si rivelò subito eccitante, entusiasmante,
azzardavano piccole mosse, piccoli attacchi per studiare le reazioni dell’altro, per poi impostare una strategia più complessa.
Quasi subito successe qualcosa che ebbe poi una certa rilevanza:
lei venne chiamata al telefono, dovette così interrompere un attimo il gioco,
lui non vedendola tornare subito, cominciò a fare strani pensieri, ebbe paura che lei non avesse più voglia di giocare o, peggio, che si stesse mettendo d’accordo per giocare con qualcun altro.
Ma dopo un po’ lei tornò dicendo che sua madre l’aveva chiamata per ricordarle alcune cose e che, come al solito, aveva fatto fatica a contenerla, lui fece finta di crederle ma rimase col dubbio…
Lei si accorse di quello spiraglio di fragilità e sfruttò la cosa alzandosi ogni tanto per andare a telefonare.
Il gioco comunque continuò intenso, entrambi desideravano durasse più a lungo possibile perché si stavano divertendo e perché sarebbe stata più entusiasmante la vittoria.
Giocarono, giocarono, diventò quasi un vizio, una malattia, una necessità… e giocando finirono per perdere la cognizione del tempo.
Giocarono tanto, fino a quando un giorno successe una cosa incredibile: incrociando il loro sguardo, quasi non si riconobbero, non c’era più forza nei loro occhi come se fosse stata assorbita nel corso del gioco, o presa da qualche mano misteriosa…
Si accorsero di ESSERE GIA’ VECCHI.
Senza quella forza non aveva senso giocare, non poteva più esistere il meccanismo del gioco, quel nuovo sguardo li imbarazzò, si bloccarono un attimo, estranei, persi, poi di colpo capirono.
Provando un profondo senso di tenerezza capirono che giocando si erano dedicati la vita a vicenda.
Si trovarono di fronte alla prima vera intimità così profonda e sensuale da escludere tutto il resto, la passione, la conquista, la vittoria, la sconfitta, le paure, le certezze. Si abbracciarono coscienti di abbracciare tutta la loro vita insieme e risero trovandosi simpatici…
Non era più possibile vincere o perdere ma solo partecipare.

Tra tutte le piste della vita quella più importante è quella che conduce all'essere umano...
Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te...Se nasci cavolo non puoi morire zucca...www.cerchidonda.org
sentita adesso in tv al milionario:
i singhiozzi dei violini d'autunno feriscono il mio cuore.... (Paul Verlaine)
faccio contento il Mad: questa frase fu usata dagli alleati per comunicare la data dello sbarco di Normandia...
ma mi piace !!!
i singhiozzi dei violini d'autunno feriscono il mio cuore.... (Paul Verlaine)
faccio contento il Mad: questa frase fu usata dagli alleati per comunicare la data dello sbarco di Normandia...
ma mi piace !!!

Tra tutte le piste della vita quella più importante è quella che conduce all'essere umano...
Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te...Se nasci cavolo non puoi morire zucca...www.cerchidonda.org
Chi c’è in linea
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