E' successo davvero di tutto nel Baltimore Strees,
sedicesima gara del campionato Indycar. Simon Pagenaud ha tagliato il
traguardo da per primo, davanti a Josef Newgarden e Sebastien Bourdais,
ma senza nulla togliere alla gara del pilota del team Schmidt-Hamilton
Hp Motorsport, i protagonisti sono stati altri. Il francese è infatti
balzato al comando a 7 giri dal termine attaccando in modo piuttosto
deciso il leader Marco Andretti, senza essere mai stato al comando in
precedenza: partito dalla terza posizione Pagenaud ha dapprima seguito
Scott Dixon, bruciato al via da Will Power, poi si è gettato
all'inseguimento dell'australiano una volta avuta la meglio sul pilota
di Chip Ganassi. Power, dal canto suo, ha condotto autorevolemente per i
primi 31 passaggi, riuscendo a costruire un cospicuo vantaggio sugli
avversari e perdendo la leadership in occasione del primo pit-stop.
A
quel punto è salito in cattedra Sebastien Bourdais, bravo a sfruttare
la differente strategia studiata dal Dragon Racing: l'ex pilota della
Toro Rosso in occasione della corsa di Baltimora è tornato ad esprimersi
a livelli assoluti e per 19 giri ha dato l'impressione di poter
aggiornare il cospicuo palmares maturato negli Stati Uniti ai tempi
della Champ Car quando dominò per 4 stagioni consecutive tra le file del
team Newman-Haas.
Per la prima metà di gara il leader di campionato, Helio Castroneves, ha
visto sgretolarsi il vantaggio in classifica su Dixon, autore di una
prova convincente sempre nelle prime posizioni ma, poco dopo metà gara,
si è avuta la prima avvisaglia che per il pilota del team Penske potesse
essere una giornata comunque positiva.
Al 46esimo giro, in occasione
della ripartenza dopo una neutralizzazione, Dixon si è visto tamponare
da Sebastian Saavedra, findendo in testacoda e ostruendo la sede
stradale: il neozelandese è stato abile a mantenere acceso il motore
della sua Dallara ritagliandosi lo spazio per rimettersi in gara senza
perdere troppo, mentre gran parte delle vetture alle sue spalle sonio
rimaste imbottigliate, rendendo necessario un nuovo intervento della
Safety Car.
Dopo 4 giri di neutralizzazione, con Castroneves in fondo al
gruppo per aver dovuto sostituire il muesetto danneggiato nel groviglio
alla curva 1, la corsa è ripresa, ma un nuovo clamoroso episodio ha
fatto rimpiombare tutti in regime di caution: mentre Graham Rahal
attacca Bourdais, portandosi al comando, Dixon prova la medesima manovra
su di Power lungo rettilineo principale, ma l'austaliano non se ne
avvede e scartando improvvisamente a destra colpisce l'avversario
finendo a muro.
Per il pilota di Ganassi è la fine dei giochi, mentre
Power riesce a ripartire seppur malconcio generando non poche polemiche
con lo stesso Dixon che, riportato ai box dai commissari, non esita ad
andare a cercare il team manager del Team Penske alla ricerca di
spiegazioni.
Dopo 3 giri dietro Safety Car la corsa riparte, ma stavolta è Bourdais a
combinarla grossa, speronando Graha Rahal alla staccata della curva 1e
coivolgendo altre 6 monosposto: il gruppo rimane bloccato mentre Marco Andretti riesce a divincolarsi balzando al comando seguito da Kanaan, Pagenaud, Newgarden e lo stesso Bourdais.
A 7 giri dalla bandiera a scacchi Pagenaud rompe gli indugi e passa al comando seguito da Newgarden e Bourdais, mentre Andretti e Kanaan vanno in crisi di gomme e sprofondano a centro gruppo. La bandiera a scacchi sancisce la seconda vittoria stagionale del francese e la rinascita di Bourdais che ottiene il suo miglior piazzamento da quando è tornato a correre oltre oceano. Per Castroneves arriva un nono posto che frutta 21 punti permettendogli di ampliare il divario con Dixon ( -49 ) che ne racimola solo due ed ora è braccato dal francese staccato di 70 lunghezze dalla vetta.
Poca fortuna per il nostro Luca Filippi, tornato al volante della Dallara del Barracuda Racing di Bryan Herta, ma fermato dall'esplosione del motore dopo soli 12 giri: per l'ex pilota di Gp2 ci sarà comunque una nuova occasione per mettersi in luce nel weekend del 5 e 6 Ottobre quando la Indtcar tornerà di scena sul cittadino di Houston.
La classifica della gara:01. Simon Pagenaud - Schmidt/Honda - 2h16'32"3443
02. Josef Newgarden - Fisher/Honda - +4"1592
03. Sebastien Bourdais - Dragon/Chevy - +7"9588
04. Justin Wilson - Coyne/Honda - +10"7598
05. Simona de Silvestro - KV/Chevy - +11"6017
06. Charlie Kimball - Ganassi/Honda - +21"4160
07. James Hinchcliffe - Andretti/Chevy - +22"8422
08. Sebastian Saavedra - Dragon/Chevy - +25"5377
09. Helio Castroneves - Penske/Chevy - +29"3117
10. Marco Andretti - Andretti/Chevy - +40"5499
11. Tristan Vautier - Schmidt/Honda - +1 giro
12. Oriol Servia - Panther/Chevy - +1 giro
13. EJ Viso - Andretti/Chevy - +1 giro
14. Ed Carpenter - Carpenter/Chevy - +1 giro
15. Tony Kanaan - KV/Chevy - +2 giri
16. Stefan Wilson - Coyne/Honda - +3 giri
17. Graham Rahal - Rahal/Honda - +7 giri
18. Will Power - Penske/Chevy - +8 giri
-- ritirati --__. Scott Dixon - Ganassi/Honda
__. Ryan Hunter-Reay - Andretti/Chevy
__. Dario Franchitti - Ganassi/Honda
__. Luca Filippi - Herta/Honda
__. James Jakes - Rahal/Honda
__. Takuma Sato - Foyt/Honda
Esegui il LOGIN o, se non l'hai ancora fatto, REGISTRATI adesso...