Quando il motorsport si tinge di vergogna...

05/08/2015 » DTM Matteo Lupi - ( @japanpower81 )

Quello che si è verificato la scorsa domenica a Zeltweg è un episodio destinato a segnare pesantemente la credibilità di una categoria di assoluto livello quale è il DTM. Per la prima volta nella storia del motorsport si è assistito in diretta TV ad un lapalissiano incitamento alla scorrettezza, sfociato in un vergognoso contatto che ha estromesso dalla gara il leader del campionato. Non possono esserci giustificazioni o spiegazioni che reggano: gravissimo il fatto che un pilota Audi abbia deliberatamente colpito un avversario al volante di una Mercedes, ma ancor più grave ed inappellabile è il fatto che la manovra sia il risultato di un preciso ordine impartito dal boss supremo di Audi Sport, Wolfgang Ullrich, prossimo alla pensione ed al termine di una carriera costellata di successi e riconoscimenti.

Sono ancora negli occhi di tutti le immagini dell'ultima 24 Ore di Le Mans, dominata dalla Porsche ed impreziosita dall'onorevole resa del dirigente teutonico, spintosi fino al box dei rivali per complimentarsi ancor prima che la gara fosse finita. Ma con la vicenda di domenica Ullrich ha tinto la sua carriera di un'ignobile infamia: "Schieb ihn raus!" (letteralmente "Spingilo fuori!") è stato l'ordine impartito a Timo Scheider via radio, con il tedesco che ha diligentemente eseguito innescando la magistrale carambola con cui sono finiti fuori gara sia Robert Wickens che Pascal Wehrlein. Poco importa che a fine gara, i commissari abbiano estromesso il pilota della Casa di Ingolstad: troppo grave perchè tutto possa finire a tarallucci e vino, serve un provvedimento esemplare per consentire al DTM di continuare ad avere un futuro.




Il DTM è, per sua stessa natura, un campionato che necessita di un'assoluta trasparenza: con 24 vetture in gara equamente divise tra i tre costruttori, basta davvero poco affinchè un normale contatto di gara tra un pilota di punta ed uno più lontano in classifica assuma i connotati di un danneggiamento mirato, figuriamoci ora che la prova è sotto gli occhi di tutti. Voci di corridoio dicono che, dopo le scuse alla Mercedes e le parziali giustificazioni ("È stato un commento in una fase di gara concitata, non un ordine impartito a Timo"), Ullrich sia pronto a farsi da parte per risparmiare sanzioni più pesanti nei confronti della casa dei quattro anelli, ma non è escluso che la Federazione Tedesca possa comunque optare per la mano pesante.

Per la Mercedes si tratta comunque di un curioso contrappasso: nel 1994 a Singen si verificò un episodio simile con Roland Asch che attuò un vile speronamento ai danni di Alessandro Nannini per consentire al compagno Ludwig di assicurarsi il titolo all'ultima gara. Il quell'occasione non ci furono sanzioni atte a modificare l'esisto del campionato, ma Nannini non perse l'occasione di vendicarsi: dopo essere rientrato ai box per un fulmineo pit stop, persa ormai ogni speranza di vittoria, il nostro portacolori si gettò alla caccia di Asch tamponandolo brutalmente in fondo al rettilineo e spedendolo dritto nella via di fuga, poco prima di parcheggiare la sua 155 in fiamme.

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