Grande successo per la prima edizione del Gran Premio Storico d'Italia, che nel corso del fine settimana ha trasformato il Mugello Circuit in un vero e proprio museo del motorsport a cielo aperto. Oltre 25.000 spettatori hanno affollato paddock e tribune dell'autodromo toscano, richiamati da un programma che ha riportato in pista alcune delle vetture e dei protagonisti più rappresentativi della storia dell'automobilismo.
Numeri importanti anche sul fronte delle auto presenti: più di 200 vetture storiche hanno animato il weekend, con oltre 100 monoposto che hanno permesso agli appassionati di ripercorrere diverse epoche delle competizioni internazionali.
Ferrari protagonista al Mugello
Uno dei temi centrali dell'evento è stato il tributo alla Scuderia Ferrari. Grazie alla collaborazione con il reparto Corse Clienti, il Gran Premio Storico d'Italia ha celebrato in particolare uno dei periodi più importanti della storia recente del Cavallino Rampante.
A rendere ancora più speciale l'appuntamento sono stati dieci piloti legati alla storia sportiva di Maranello, protagonisti di esibizioni in pista e di numerosi incontri con il pubblico.
Tra i momenti più suggestivi del weekend quello che ha visto René Arnoux tornare al volante della Ferrari 412 T2 del 1995. Una monoposto particolarmente significativa nella storia della Formula 1, essendo stata l'ultima Ferrari con motore V12 a disputare il Mondiale e anche la prima vettura del Cavallino provata da Michael Schumacher prima del suo debutto ufficiale con la squadra.
Grande attenzione anche per Eddie Irvine, tornato nell'abitacolo della F399. Con quella monoposto il nordirlandese disputò nel 1999 una delle stagioni più importanti della propria carriera, conquistando quattro vittorie e arrivando a giocarsi il titolo mondiale fino all'ultimo appuntamento.
Al Mugello erano presenti anche Luca Badoer e Andrea Bertolini, due figure che hanno ricoperto un ruolo importante nello sviluppo delle vetture Ferrari attraverso il loro lavoro da collaudatori.
Da Berger a Giovinazzi, tanti protagonisti della storia Ferrari
L'elenco degli ospiti ha contribuito a rendere la prima edizione dell'evento ancora più prestigiosa. Gli appassionati hanno potuto incontrare piloti appartenenti a generazioni molto diverse del Cavallino.
Tra questi Gerhard Berger, protagonista in Formula 1 tra gli anni Ottanta e Novanta e vincitore di cinque Gran Premi con la Ferrari, oltre a Nicola Larini, Stephan Johansson e Mika Salo.
Presenti anche Giancarlo Fisichella e Antonio Giovinazzi, entrambi legati alla storia più recente della Casa di Maranello e alle sue attività sportive oltre la Formula 1.
Gli ex piloti non si sono limitati alle apparizioni nel paddock. Le esibizioni in pista con le monoposto storiche hanno rappresentato uno dei momenti più attesi del programma, offrendo al pubblico la possibilità di tornare ad ascoltare e vedere in azione vetture appartenenti a un'epoca profondamente diversa da quella della Formula 1 moderna.
Oltre 200 vetture per celebrare la storia del motorsport
Il Gran Premio Storico d'Italia non è stato però soltanto Ferrari. Le oltre 200 vetture presenti hanno trasformato il circuito toscano in una grande celebrazione della storia delle competizioni automobilistiche.
La presenza di più di cento monoposto ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell'appuntamento, permettendo di riunire nello stesso weekend vetture appartenenti a periodi e categorie differenti.
Un format che sembra aver immediatamente conquistato gli appassionati. Le oltre 25.000 presenze registrate durante il fine settimana rappresentano infatti un risultato significativo per una manifestazione alla sua prima edizione e confermano il crescente interesse verso gli eventi dedicati al motorsport storico.
Il debutto del Gran Premio Storico d'Italia si chiude quindi con un bilancio decisamente positivo. Il Mugello ha riunito auto leggendarie, ex piloti e migliaia di appassionati, confermando ancora una volta il forte legame tra il circuito toscano, Ferrari e la grande storia dell'automobilismo.

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