Torino 2006
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- Safety Pudu
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- Messaggi: 2568
- Iscritto il: 27/03/2004 - 19:22
Safety Pudu ha scritto:Ma che palle 'ste Olimpiadi invernali!
Nessuno le ha mai cagate, ed ora che arrivano in Italia tutti e dappertutto a sbavare!
Io personalmente le boicotterò...
Beh, non è assolutamente vero che nessuno le ha mai cagate ...
Forse è vero che se ne parla un po di piu perche quest'anno sono in Italia, ma visto che mi ricordo che i Giochi del 98 e del 2002 gli ho seguiti sulla RAI, non credo che gli hanno mandato in onda solo per me e pocchi altri
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- mandrake
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- Località: Roma - Cuneo - Siviglia (XIII Legione)
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nicola46rossi ha scritto:Safety Pudu ha scritto:Ma che palle 'ste Olimpiadi invernali!
Nessuno le ha mai cagate, ed ora che arrivano in Italia tutti e dappertutto a sbavare!
Io personalmente le boicotterò...
Beh, non è assolutamente vero che nessuno le ha mai cagate ...
Forse è vero che se ne parla un po di piu perche quest'anno sono in Italia, ma visto che mi ricordo che i Giochi del 98 e del 2002 gli ho seguiti sulla RAI, non credo che gli hanno mandato in onda solo per me e pocchi altri
No infatti, aggiungici pensionati e casalinghe e hai il parco uditori completo
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MANDRAKE
The Flying Bitchman!!!!!!

Perchè il Banco vince sempre!!!!
Se giochi a lungo e non cambi mai la posta il Banco ti frega; a meno che quando si presenta la mano giusta punti il massimo e te lo porti via tu il Banco -
Daniel Ocean
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mandrake ha scritto:nicola46rossi ha scritto:Safety Pudu ha scritto:Ma che palle 'ste Olimpiadi invernali!
Nessuno le ha mai cagate, ed ora che arrivano in Italia tutti e dappertutto a sbavare!
Io personalmente le boicotterò...
Beh, non è assolutamente vero che nessuno le ha mai cagate ...
Forse è vero che se ne parla un po di piu perche quest'anno sono in Italia, ma visto che mi ricordo che i Giochi del 98 e del 2002 gli ho seguiti sulla RAI, non credo che gli hanno mandato in onda solo per me e pocchi altri
No infatti, aggiungici pensionati e casalinghe e hai il parco uditori completo
Non credo ...
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Torino, l'Italia che riparte
I Giochi invernali in Piemonte sono l'occasione per un intero Paese di risalire, sotto gli occhi del mondo, la montagna della credibilità internazionale
Il prossimo aprile, quando le nevi olimpiche e paralimpiche piemontesi si saranno sciolte, la "Gazzetta" e i Cinque Cerchi taglieranno insieme il traguardo di 110 anni di vita. Questo gemellaggio non è solo una simpatica curiosità anagrafica. C’è in esso il tocco magico della predestinazione che ha accompagnato la vita di questa nostra creatura, da una generazione all’altra. Tutti i grandi giornali del mondo si occupano di Olimpiadi con interesse e magari con amore, ma il quotidiano olimpico per eccellenza, il più antico del mondo dedicato allo sport, è rosa. Chi pensasse a un caso estremo di fedeltà cieca si sbaglia. Il forte sentimento si sposa con la consapevolezza che l’Olimpiade è stata ed è una delle realtà più importanti che il nostro pianeta conservi. Si porta dietro giorni grandiosi e ferite laceranti, ebbrezze e dolori, agguati, boicottaggi e riconquiste; ha squarciato odiose frontiere, ha creato simboli tutt’altro che vacui di unione e di speranza.
Due terribili conflitti mondiali non l’hanno abbattuta e, quando s’è rimessa in piedi nell’indimenticabile ed eroica Londra del ’48, l’Olimpiade ha continuato a lottare: recuperando l’Urss in piena guerra fredda, tentando di anticipare la storia con la riunione delle due Germanie, penetrando nel muro cinese, balzando al di là di tre boicottaggi consecutivi con un timbro di universalità. Voltatevi e giudicate. Quale altro evento del mondo può attribuirsi questi meriti, questa durata, questa capacità di andare avanti tra utopia e realismo, cavalcando lo scorrere dei tempi e la rivoluzione dei costumi? E quale altro appuntamento raccoglie i giovani di oltre duecento Paesi in un’unica città? Questa sorta di peana all’Olimpiade ultracentenaria è frutto di una cultura e di una conoscenza diretta. E oggi, alla vigilia di Torino 2006, ha un sua precisa motivazione: l’Italia deve essere orgogliosa di questi Giochi che approdano nella Città delle Alpi come lo fu cinquant’anni fa quando uscimmo dal buio del lungo dopoguerra con Cortina ’56 consacrata alla classe di Toni Sailer e poi, quattro anni dopo, con Roma ’60. I Giochi romani, illuminati da Livio Berruti, riconsegnarono al mondo un’Italia ricostruita e rilanciata. Nessun altro avvenimento poteva farlo in modo così sontuoso e convincente.
Si dirà che quella era un’Italia diversa, piena di fervore, assetata di futuro, non esente da scandali, ma disposta a ogni tipo di sfida. Oggi è diverso. I Giochi di Torino trovano un’Italia appassita, un po’ cinica, delusa dal vuoto della politica, disposta più alla dietrologia che alla fiducia. Le stucchevoli vetrine televisive sovrastano il buon Paese reale. Ma è proprio questo grigiore a far lievitare l’importanza della nostra Olimpiade. Fu stupendo conquistarla sette anni fa, è stato duro metterla in piedi in tempi tutt’altro che facili, ma adesso è bellissimo vederla pronta ad aprire il sipario con la piena coscienza di un lavoro ben fatto. Ed ecco che l’evento sportivo sconfina, come spesso avviene, nella grande occasione. Mentre gli atleti lottano sulle nevi e sul ghiaccio, l’Italia prova a risalire piano piano, sotto gli occhi del mondo, la montagna della credibilità: invisibile, implacabile. La nostra fiducia è ben motivata. E, al termine dei sedici giorni, speriamo che sul rosa della Gazzetta, tra volti familiari e valorosi, possa svettare un titolo: "Grazie Olimpiade"
Candido Cannavò La Gazzetta dello Sport
I Giochi invernali in Piemonte sono l'occasione per un intero Paese di risalire, sotto gli occhi del mondo, la montagna della credibilità internazionale
Il prossimo aprile, quando le nevi olimpiche e paralimpiche piemontesi si saranno sciolte, la "Gazzetta" e i Cinque Cerchi taglieranno insieme il traguardo di 110 anni di vita. Questo gemellaggio non è solo una simpatica curiosità anagrafica. C’è in esso il tocco magico della predestinazione che ha accompagnato la vita di questa nostra creatura, da una generazione all’altra. Tutti i grandi giornali del mondo si occupano di Olimpiadi con interesse e magari con amore, ma il quotidiano olimpico per eccellenza, il più antico del mondo dedicato allo sport, è rosa. Chi pensasse a un caso estremo di fedeltà cieca si sbaglia. Il forte sentimento si sposa con la consapevolezza che l’Olimpiade è stata ed è una delle realtà più importanti che il nostro pianeta conservi. Si porta dietro giorni grandiosi e ferite laceranti, ebbrezze e dolori, agguati, boicottaggi e riconquiste; ha squarciato odiose frontiere, ha creato simboli tutt’altro che vacui di unione e di speranza.
Due terribili conflitti mondiali non l’hanno abbattuta e, quando s’è rimessa in piedi nell’indimenticabile ed eroica Londra del ’48, l’Olimpiade ha continuato a lottare: recuperando l’Urss in piena guerra fredda, tentando di anticipare la storia con la riunione delle due Germanie, penetrando nel muro cinese, balzando al di là di tre boicottaggi consecutivi con un timbro di universalità. Voltatevi e giudicate. Quale altro evento del mondo può attribuirsi questi meriti, questa durata, questa capacità di andare avanti tra utopia e realismo, cavalcando lo scorrere dei tempi e la rivoluzione dei costumi? E quale altro appuntamento raccoglie i giovani di oltre duecento Paesi in un’unica città? Questa sorta di peana all’Olimpiade ultracentenaria è frutto di una cultura e di una conoscenza diretta. E oggi, alla vigilia di Torino 2006, ha un sua precisa motivazione: l’Italia deve essere orgogliosa di questi Giochi che approdano nella Città delle Alpi come lo fu cinquant’anni fa quando uscimmo dal buio del lungo dopoguerra con Cortina ’56 consacrata alla classe di Toni Sailer e poi, quattro anni dopo, con Roma ’60. I Giochi romani, illuminati da Livio Berruti, riconsegnarono al mondo un’Italia ricostruita e rilanciata. Nessun altro avvenimento poteva farlo in modo così sontuoso e convincente.
Si dirà che quella era un’Italia diversa, piena di fervore, assetata di futuro, non esente da scandali, ma disposta a ogni tipo di sfida. Oggi è diverso. I Giochi di Torino trovano un’Italia appassita, un po’ cinica, delusa dal vuoto della politica, disposta più alla dietrologia che alla fiducia. Le stucchevoli vetrine televisive sovrastano il buon Paese reale. Ma è proprio questo grigiore a far lievitare l’importanza della nostra Olimpiade. Fu stupendo conquistarla sette anni fa, è stato duro metterla in piedi in tempi tutt’altro che facili, ma adesso è bellissimo vederla pronta ad aprire il sipario con la piena coscienza di un lavoro ben fatto. Ed ecco che l’evento sportivo sconfina, come spesso avviene, nella grande occasione. Mentre gli atleti lottano sulle nevi e sul ghiaccio, l’Italia prova a risalire piano piano, sotto gli occhi del mondo, la montagna della credibilità: invisibile, implacabile. La nostra fiducia è ben motivata. E, al termine dei sedici giorni, speriamo che sul rosa della Gazzetta, tra volti familiari e valorosi, possa svettare un titolo: "Grazie Olimpiade"
Candido Cannavò La Gazzetta dello Sport

- Safety Pudu
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- Iscritto il: 27/03/2004 - 19:22
Rispetto l'immensa esperienza e quel sentore romantico che solo Cannavò riesce a dare ad un editoriale, ma rimango dell'idea che (oltre ad uno sfizio personale della buonanima dell'Avvocato) queste Olimpiadi siano state solo l'ennesimo magna magna generale. E poi, che impressione dobbiamo dare al mondo, oggi come oggi? Sono stato più volte redarguito giustamente riguardo ad accenni politici, quindi chiudo qui.
A tutti coloro vogliano, con massimo rispetto, buone olimpiadi.
A tutti coloro vogliano, con massimo rispetto, buone olimpiadi.
- makkillottu
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- Nome e cognome: Claudio Pilia
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Le prime olimpiadi invernali che ho seguito in tv sono state quelle di Nagano (1998) e successivamente, con più passione, quelle di Salt Lake City (2002). Certe discipline sono molto interessanti, quali il bob, lo slittino o lo snowboard. Molto molto divertenti
Mi incuriosisce il Curling, che debutta quest'anno. Ho visto su Sportitalia che a Cembra (dico bene?) c'è un palazzetto apposito!
Mi incuriosisce il Curling, che debutta quest'anno. Ho visto su Sportitalia che a Cembra (dico bene?) c'è un palazzetto apposito!
makkillottu ha scritto:Mi incuriosisce il Curling, che debutta quest'anno.
Veramente il curling non debuta quest'anno. E dai Giochi del '92 o del '94 che fa parte del programma olimpico
EDIT: Tornò ad essere disciplina dimostrativa nel 1988 e nel 1992 e solo a Nagano 1998 è diventato Sport Olimpico La Gazzetta dello Sport

In tutta sincerità non sono un grande amante degli sport invernali e per me questo tipo di Olimpiadi non è il massimo. Non le ho mai seguite, e mi ricordo solamente di quelle di Nagano perchè alla mattina tenevo la tv accesa per andare a scuola e le trasmettevano al posto dei cartoni animati...
Comunque che siano in Italia mi fa piacere, ma preferirei molto di più se fra una decina d'anni tornassero qui le "vere" Olimpiadi, quelle estive
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Comunque che siano in Italia mi fa piacere, ma preferirei molto di più se fra una decina d'anni tornassero qui le "vere" Olimpiadi, quelle estive
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- makkillottu
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