Kappa RC8
Inviato: 27/02/2008 - 03:16
Premetto che esteticamente mi fa cagare, sembra fatta col martello e lo scalpello, pero' nel quel di Mattighofen ci hanno ormai abituati che quando fanno qualcosa lo fanno bene (motore GP a parte
) quindi in restiamo in attesa che si sgrezzi quest'anno nelle Stock per il prossimo debutto in SBK. Fatta bene e' fatta bene: si comincia con il gruppo serbatoio-sella-codino, può, infatti, essere alzato o abbassato su due posizioni per avere una moto più “piatta” per l’utilizzo stradale o più puntata sul davanti per un utilizzo pistaiolo. Una soluzione che ricorda un po’ quella introdotta dalla Ducati sulla 999, che però si regolava in orizzontale, non in verticale. Regolabili in altezza anche le pedane del pilota. La strumentazione, realizzata in esclusiva dall'italiana Zadi, va ben oltre il semplice cruscotto: è un vero e proprio terminale, settabile in due configurazioni (strada e pista) per offrire tutte le informazioni che necessitano per l'utilizzo specifico (tempi, velocità medie sul giro in un caso, consumi autonomia chilometri percorsi nell'altro), interfacciabile con una acquisizione dati, e già pronto per ospitare un trasponder. il motore della RC8 è completamente inedito pur senza tradire la tradizione dell'architettura di casa con la V a 75° e carter secco. Il progetto è nato da zero anche se per il nuovo V2 i tecnici di Mattighofen non hanno spinto al massimo con la cilindrata, che si ferma a 1.149 cc, sufficiente comunque ad arrivare a una potenza dichiarata di 155 cv, ottenuta, tra l’altro (come mi ha detto in una intervista il capo progetto Wolfgang Felber), rimanendo molto conservativi su alcune scelte come sezioni e fasature. L'iniezione (realizzata in collaborazione con la Keihin) è di tipo tradizionale e utilizza condotti da 52 mm con un ormai classico sistema a doppia farfalla. Nisba anche per quando riguarda la frizione antisaltellamento, anche se chi conosce i motori KTM sa che riescono a farne a meno, avendo poco freno motore. Questo però lascia pensare che i rumors su una eventuale versione R (dotata di sospensioni ancora più evolute e cerchi forgiati) siano vere, visto che il nuovo regolamento SBK impone che per usare l'antisaltellamento in gara è necessario averlo anche sulla moto di serie. In totale fanno 188 kg, peso ready to race (con tutti i liquidi tranne la benzina) distribuiti per il 54% all’anteriore e per il 46% al posteriore). Se vi piace, passate pure alla cassa con 16.250 € in saccoccia.

) quindi in restiamo in attesa che si sgrezzi quest'anno nelle Stock per il prossimo debutto in SBK. Fatta bene e' fatta bene: si comincia con il gruppo serbatoio-sella-codino, può, infatti, essere alzato o abbassato su due posizioni per avere una moto più “piatta” per l’utilizzo stradale o più puntata sul davanti per un utilizzo pistaiolo. Una soluzione che ricorda un po’ quella introdotta dalla Ducati sulla 999, che però si regolava in orizzontale, non in verticale. Regolabili in altezza anche le pedane del pilota. La strumentazione, realizzata in esclusiva dall'italiana Zadi, va ben oltre il semplice cruscotto: è un vero e proprio terminale, settabile in due configurazioni (strada e pista) per offrire tutte le informazioni che necessitano per l'utilizzo specifico (tempi, velocità medie sul giro in un caso, consumi autonomia chilometri percorsi nell'altro), interfacciabile con una acquisizione dati, e già pronto per ospitare un trasponder. il motore della RC8 è completamente inedito pur senza tradire la tradizione dell'architettura di casa con la V a 75° e carter secco. Il progetto è nato da zero anche se per il nuovo V2 i tecnici di Mattighofen non hanno spinto al massimo con la cilindrata, che si ferma a 1.149 cc, sufficiente comunque ad arrivare a una potenza dichiarata di 155 cv, ottenuta, tra l’altro (come mi ha detto in una intervista il capo progetto Wolfgang Felber), rimanendo molto conservativi su alcune scelte come sezioni e fasature. L'iniezione (realizzata in collaborazione con la Keihin) è di tipo tradizionale e utilizza condotti da 52 mm con un ormai classico sistema a doppia farfalla. Nisba anche per quando riguarda la frizione antisaltellamento, anche se chi conosce i motori KTM sa che riescono a farne a meno, avendo poco freno motore. Questo però lascia pensare che i rumors su una eventuale versione R (dotata di sospensioni ancora più evolute e cerchi forgiati) siano vere, visto che il nuovo regolamento SBK impone che per usare l'antisaltellamento in gara è necessario averlo anche sulla moto di serie. In totale fanno 188 kg, peso ready to race (con tutti i liquidi tranne la benzina) distribuiti per il 54% all’anteriore e per il 46% al posteriore). Se vi piace, passate pure alla cassa con 16.250 € in saccoccia.

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