In una pausa dai test in pista a Vallelunga con la Ferrari F430, abbiamo avvicinato Jean Alesi per chiedergli le prime impressioni su queste prove e soprattutto su questa nuova avventura.
Jean, allora cosa pensi di questa tua nuova carriera? "Per me è un ritorno a casa, anche se con una vettura diversa dalla Formula1, la Ferrari è sempre stata nel mio cuore e dunque sono molto soddisfatto di poter tornare in pista con una vettura di Maranello".
Come sarà l'adattamento a questo nuovo tipo di gare? "Beh la novità più grande è certamente il fatto di dover dividere la vettura con altri piloti. Le fasi di pit stop e cambio pilota assumono quindi una grandissima importanza. Salire in auto, dopo averla presa da un compagno, senza sapere in che condizioni è la vettura (freni, gomme) sono tutte grosse novità per me".
Proprio per questa caratteristiche, quali pensi siano le fasi fondamentali di una gara endurance? "La partenza ovviamente diventa molto meno importante rispetto alle corse sprint, tutte le fasi della corsa hanno le loro caratteristiche, pit stop, safety car, meteo che può cambiare, dunque il momento piu importante è quando sei in macchina e guidi, cercando soprattutto di non rovinare anche il lavoro dei compagni".
Che prospettive ha questa fase della tua carriera? "Per fortuna non ho mai smesso, ho fatto 5 anni di DTM, poi la Speedcar in Medio Oriente, quindi ho sempre corso. Non ho fatto tanti chilometri, per cui non sono allenatissimo, ma non avendo mai smesso, questo campionato lo vedo perfetto per me".
E la 24 Ore di Le Mans? "L'ho fatta nel 1989 con una Porsche: era una Le Mans diversa, la pista era diversa, con il lungo rettilineo del Hunaudières. che non era ancora interrotto dalle chicane. Per la verità non fui molto impressionato da quella corsa".
Quindi hai corso con Porsche, poi con Ferrari, ma qual è il fascino del Cavallino? "Ho corso in tante squadra, ma quando ero in Ferrari in F1, tutte le persone di Maranello, dalla portinerria all'addetto in pista, avevano un entusiamo impressionante e quindi un pilota ci si sente parte di qualcosa di importante, ed anche la tensione è altissima perchè come sai che non devi sbagliare mai".