Alonso e il record di punti: una statistica falsa e tendenziosa

14/10/2013 » Formula 1 Matteo Lupi - ( twitt: @japanpower )

Fernando Alonso è il pilota che ha conquistato il maggior numero di punti nella storia della F.1. Gran risultato? Forse no.

La storia della Formula 1 è lunga più di 60 anni e nel corso del tempo sono cambiati piloti, team e circuiti. Si è passati dal motore anteriore a quello posteriore, turbo o aspirato che fosse. E' arrivata l'epoca dei rifornimenti e poi se ne è andata, portandosi via anche la guerra dei gommisti e il ricordo delle gomme scanalate. Nel Mondiale con la "M" maiuscola è cambiato tutto, anche i punti. Già, perchè non tutti sanno che nel 1951 Juan Manuel Fangio, vinse il suo primo titolo mondiale con la bellezza di 27 punti, due in più di quelli conquistati da Vettel nella sola gara di ieri. Va bene che le gare erano solo 7, ma anche se triplicassimo i punti di Fangio concedendogli 9 vittorie su 21 gare arriveremmo a 81, un dato lontano anni luce dai 297 assommati dal tedesco in questa stagione o dai 256 del 2010, quando conquistò il suo primo titolo con 5 successi.

Il sistema di punteggio è cambiato più e più volte: si cominciò col premiare i primi cinque (8-6-4-3-2) attribuendo un punto anche all'autore del giro più veloce in gara e dividendolo in caso di tempi identici, cosa non rara, visti i cronometraggi approssimativi e l'arrotondamento al decimo di secondo (il 17 luglio 1954 a Silverstone, in occasione del Gp di Gran Bretagna, Gonzalez, Hawthorn, Moss, Ascari, Marimòn, Behra e Fangio conquistarono 14 centesimi di punto a testa!). Per ovviare a questo problema nel 1960 si decise di attribuire punti ai primi 6 (8-6-4-3-2-1) eliminando il riconoscimento per il giro più veloce. Nel 1961 venne aggiunto un punto al vincitore arrivando alla scala 9-6-4-3-2-1 rimasta in vigore fino al 1990, contemporaneamente i vertici della Federezione decisero di introdurre la regola degli scarti per mantenere aperti i giochi più a lungo tutelare i piloti costretti a saltare qualche gara.

Nel 1991 iniziò l'epoca più bella, la combinazione perfetta tra vittorie e piazzamenti: 10 punti al primo, 6 al secondo, 4 al terzo, 3 al quarto, 2 al quinto e 1 al sesto, senza scarti. Un successo aveva un valore altissimo, ma con due vetture piazzate sui gradini più bassi del podio un team guadagnava un identico bottino nella classifica costruttori. Non durò tantissimo, ma fu una scala amata da tutti: facile da ricordare, intuitiva e votata alla vittoria, poi arrivò il dominio di Michael Schumacher con i titoli conquistati a luglio e la FIA decise di arginare il suo strapotere studiando una modifica ad hoc (per la prima volta nella storia ad influenzare il sistema di punteggio fu il valore di un pilota). Dal 2003 ci furono quindi punti per i primi 8 con due sole lunghezze a segnare il margine tra la vittoria ed un secondo posto: i vertici della Federazione riuscirono nel loro intento, mantenendo aperta la lotta per il titolo fino all'ultima gara in Giappone dove Schumacher trionfò per due punti su Kimi Raikkonen, nonostante un bottino di 6 vittorie contro la sola del finlandese, forte però di ben 7 secondi posti.

L'ultima svolta epocale si è verificata nel 2010 quando Max Mosley ha deciso di promuovere l'iscrizione di nuovi team allargando la zona punti ai primi 10: 25 punti al primo classificato, 18 al secondo, 15 al terzo, 12 al quarto, 10 al quinto, 8 al sesto, 6 al settimo, 4 all'ottavo, 2 al nono e 1 al decimo. In un baleno si è stabilito di dare un colpo di spugna alla storia, scavando un solco importante tra la scala di punteggio in vigore e quella impiegata fino alla stagione precedente, poco dissimile da tutte le altre. I palmarès ed i record di centinaia di piloti che avevano fin lì consumato le piste del Mondiale persero improvvisamente valore.

Ieri se ne è avuta la prima dimostrazione: con i 12 punti, frutto del suo quarto posto, Fernando Alonso ha stabilito il nuovo record di punti ottenuti da un pilota nel corso della carriera in F.1. Ma ha senso parlare di record alla luce di tali sconvolgimenti? Come sarebbero le cose se il punteggio fosse rimasto quello del 2009? o del 1950?

Calcolatrice alla mano abbiamo analizzato i risultati di tutti i piloti (nell'era di internet basta un po' di pazienza e con l'aiuto di wikipedia si arriva ovunque) moltiplicando i diversi piazzamenti secondo le diverse scale di punteggio e...provate ad indovinare?

Qualsiasi sia il sistema impegato Michael Schumacher è e resta il re indiscusso. Forte di 91 vittorie, 43 secondi posti, 21 terzi, 15 quarti, 13 quinti, 12 sesti, 13 settimi, 6 ottavi, 6 noni e 6 decimi, se avesse corso sempre con la scala attuale Schumy avrebbe la bellezza di 3890 punti! Vale a dire, oltre 1400 in più rispetto a Prost ed Alonso che si assesterebbero rispettivamente a quota 2483 e 2414.


Con la scala mitica dei 10 punti a vittoria in vigore fino al 2002, il tedesco resterebbe ampiamente al comando con 1335 punti, rispetto agli 847 di Prost ed i 744 di Alonso.


E se tornassimo agli anni 50?! Qui il dato assume una connotazione impressionante: se considerassimo solo i piazzamenti nei primi cinque, sommando un punto per ogni giro veloce in gara, Schumacher avrebbe 1218 punti, 439 più di Prost e quasi il doppio rispetto ai 694 di Alonso!

I più attenti obietteranno che in realtà nel 1997 la Fia punì il ferrarista per il famoso contatto con Jacques Villeneuve alla staccata della Dry Sac di Jerez de La Frontera, togliendogli i punti conquistati in quella stagione, e dato che vogliamo essere precisi, abbiamo pensato anche a questo: provate a sottrarre 229 punti al primo conteggio, 78 al secondo, 66 nel terzo e trarrete le vostre conclusioni...


Sistema di punteggio attuale (dal 2010 in poi)

1° Michael Schumacher (Germania) 3.890 pt
2° Alain Prost (Francia) 2.483 pt
3° Fernando Alonso (Spagna) 2.414 pt
4° Rubens Barrichello (Brasile) 1.896 pt
5° Kimi Raikkonen (Finlandia) 1.853 pt
6° Ayrton Senna (Brasile) 1.844 pt
7° David Coulthard (Regno Unito) 1.709 pt
8° Nelson Piquet (Brasile) 1.701 pt
9° Jenson Button (Regno Unito) 1.612 pt
10° Sebastian Vettel (Germania) 1.541 pt

Sistema 1991 - 2002

1° Michael Schumacher (Germania) 1.335 pt
2° Alain Prost (Francia) 874 pt
3° Fernando Alonso (Spagna) 744 pt
4° Ayrton Senna (Brasile) 635 pt
5° Kimi Raikkonen (Finlandia) 551 pt
6° Sebastian Vettel (Germania) 525 pt
7° Nelson Piquet (Brasile) 512 pt
8° Rubens Barrichello (Brasile) 505 pt
9° Nigel Mansell (Regno Unito) 503 pt
10° David Coulthard (Regno Unito) 460 pt


Sistema 1950 - 1959 (senza scarti)

1° Michael Schumacher (Germania) 1.218 pt
2° Alain Prost (Francia) 779 pt
3° Fernando Alonso (Spagna) 694 pt
4° Ayrton Senna (Brasile) 568 pt
5° Kimi Raikkonen (Finlandia) 522 pt
6° Rubens Barrichello (Brasile) 487 pt
7° Nelson Piquet (Brasile) 479 pt
8° Sebastian Vettel (Germania) 471 pt
9° Nigel Mansell (Regno Unito) 460 pt
10° David Coulthard (Regno Unito) 437 pt

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